Chiesa di Cristo Redentore

Collocazione

Via Filippo Corridoni

 

Costruzione

Image Costruzione

 La chiesa fu eretta nel 1900 dalla gente del luogo. La costruzione è molto semplice e l’ingresso si trova in prossimità della strada ed è sollevato di un gradino. La cimasa è sorretta da due mensole a forma di voluta e sopra di essa c’è una lapide con le parole:

«CHRISTO JESU REDEMPTORI 1900» (A Gesù Cristo Redentore 1900)

mentre sopra il portale di ingresso è incisa una lode a Cristo. Gli angoli da cui si sviluppano le pareti laterali, con tre finestre ad arco per lato, sono formati da due colonne che sorreggono il cornicione con sopra il timpano formato da due spioventi sollevati rispetto al tetto. Il campanile, posto dietro l’abside, è in mattoni cotti ed è di buona fattura, ha quattro fori ad arco che incorporano la campana, merlature sul tetto e termina con una croce in ferro battuto. L’interno è molto luminoso e ricco di decorazioni che corrono sotto il soffitto con stucchi e cornicioni. L’abside è separato dall’aula da un arco a tutto sesto ed è sollevato di un gradino.

 

Opere d'arte

Sopra l'altare, tra due colonne con capitello dorico, c'è la statua di Cristo Redentore e, dedicato al tema cristologico, un ciclio di otto dipinti del pittore locale Giancarlo Buttignol. Molto elegante è l'altare ligneo opera di Fiorenza Calzavara.

 

Cenni Storici

Così ha scritto Don Antonio Giacomel: “La storia di questa chiesa eretta cento anni fa come voto di auspicio per il ventesimo secolo, si innesta nella più ampia storia della comunità cristiana di Orsago. I nostri padri, nel desiderio di avere di avere sul territorio un segno visibile della loro fede e della loro identità, spesso oggetto di indifferenza, con le proprie mani e con le proprie risorse costruirono questa chiesa e la dedicarono a Cristo Redentore". Subito dopo la seconda guerra mondiale, con l’intento di ridare vita a questa ampia zona con un adeguato sviluppo, il vescovo Mons. Zaffonato elevò questa chiesa al titolo di parrocchia eleggendo patroni S. Antonio e S. Maria Goretti: il progetto fu vanificato per diverse ragioni, non ultima quella militare.