Chiesa San Benedetto Abate

Collocazione

Piazza Caduti per la Libertà

 

 

Descrizione

Image Descrizione

Una lapide all'interno della chiesa riporta l'iscrizione: «DEO OPTIMO MAXIMO ANNO MDCXCV CONDITVM DIVO BENEDICTO ABATI DOMINICA PRIMA SEPTEMBRIS DICAVIT PARENTVM INTEGRA FIDES» (Questo tempio fu costruito per la gloria di Dio infinitamente buono e grande. La prima domenica di settembre dell’anno 1695, la fede intemerata dei nostri padri la dedicò a S. Benedetto Abate).

Il parroco cui si deve la costruzione è Don Carlo Boezio che resse la parrocchia dal 1659 al 1704: non si sa quanto tempo durarono i lavori, ma in un documento è scritto che la Chiesa fu costruita nel 1676. Tale data è in contrasto con quella riportata nella lapide soprascritta, quindi si deve concludere che o quest’ultima è errata oppure il documento in questione indica l’anno di inizio dei lavori: in tal caso la costruzione sarebbe durata 20 anni.

Anticamente, prima di questa chiesa, doveva esisterne una di più piccola posta longitudinalmente rispetto all’impianto attuale e questa ipotesi risulterebbe avvalorata da diversi indizi:
- la comparsa dell’affresco di un angelo sulla parete più interna del muro abbattuto per la creazione dei confessionali attuali;
- il ritrovamento di ossa umane, durante gli scavi eseguiti sotto l’abside, per i lavori di restauro del 1993, fatto che porta a supporre l’esistenza, attorno alla chiesa antica, di un cimitero sopra il quale venne poi costruito l’abside di quella nuova;

  • l’impronta sull’intonaco, dietro l’altare di S. Antonio, di un ingresso con portale ad arco;
  • la comparsa, durante i lavori di rifacimento dell’intonaco, delle antiche finestre ad arco;
  • la comparsa sulla facciata a sud del rilievo del vecchio campanile.

Il più antico rettore della Chiesa di S. Benedetto che si sia potuto rintracciare dall’esame dei vari documenti conservati nell’Archivio Parrocchiale che si sono salvati dall’incendio del 1745, risulta essere stato Don Giacomo De Colle, che esercitava tale funzione già nel 1400. Prima di questa data i fedeli facevano capo alla Rettoria di Bavaroi che aveva una discreta importanza in quanto nella Chiesetta di S. Pancrazio c’era anche il Battistero e quindi la popolazione non era obbligata a portare i bambini per il battesimo a Sacile che era la Parrocchia da cui dipendeva la Rettoria.

 

Opere d'arte

Trinità e Gloria di Maria Immacolata
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Trinità e Gloria di Maria Immacolata

L’affresco del soffitto dell’aula raffigurante la Trinità e Gloria di Maria Immacolata e di S. Benedetto è stato attribuito dagli studiosi a Giambattista Canal (Venezia 1745-1825): in tale opera è quanto mai evidente e palese la volontà del pittore di emulare lo stile del Tiepolo; invece la pala dell’altare maggiore che rappresenta la Gloria di S. Benedetto Abate (olio su tela, cm 440x213) potrebbe essere stata commissionata per la consacrazione della Chiesa (1695) alla bottega del bellunese Agostino Ridolfi (Belluno 1646-1727), molto attivo in zona intorno alla fine del XVII secolo.

 
Adorazione dei Magi
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Adorazione dei Magi

I due grandi quadri del coro, che raffigurano l’Adorazione dei pastori e l’Adorazione dei Magi (olio su tela, cm 200x300 ciascuno), sono di fine ‘600 e sono stati restaurati nel 1993 da Renza Clochiatti Garla di Conegliano che li ha attribuiti, sulla base di alcuni rilievi statistici, a Gaspare Fiorentini, attivo nel coneglianese tra il 1677 e il 1700. La pala dei Santi Rocco e Sebastiano (olio su tela, cm 150x91) potrebbe essere opera del pordenonese Gasparo Narvesa (Pordenone 1558-Spilimbergo 1639); nel 1814, essa fu aggiunta su un’altra tela raggiungendo le dimensioni di cm 200x125, per adattarsi alla grandezza dell’altare che doveva accoglierla, il primo a sinistra dopo il coro, dove tuttora trova alloggiamento.

 

Cenni Storici

1689 Consacrazione della Chiesa nella prima domenica di Settembre (secondo l'Archivio Arcivescovile di Udine) da parte dell'Arcivescovo Monsignor Nicolò Gabrieli, delegato del Patriarca di Aquileia. In quell'occasione furono consacrati anche tre altari: il maggiore a San Benedetto, quello ai Santi Rocco e Sebastiano e il terzo in onore della Santissima Trinità;
1818 Orsago passa alla Diocesi di Ceneda, oggi Vittorio Veneto;
1937 La Sovrintendenza alle Belle Arti di Venezia comunica, in occasione della richiesta da parte del parroco Don Oreste Orsolan di poter procedere con alcuni interventi di restauro nella chiesa resisi necessari dopo il terremoto del 1936, che l'edificio ha carattere monumentale e quindi “prima dell'inizio di qualsiasi opera di restauro...si fa obbligo di dare tempestivo avviso a questa Soprintendenza”.