Chiesa di Sant'Elena

Collocazione

Via Cesare Battisti

 

Costruzione

La chiesa venne costruita dal conte Tulio Carli nel 1719. E’ attigua alla villa omonima e ha l’ingresso direttamente sulla strada. La facciata, restaurata nel 1999, in stile romanico è molto semplice: gli unici inserti in pietra bianca sono la cimasa e l’oculo soprastante situati sul portale d’ingresso; lo stemma della famiglia è stato asportato. Due finestre rettangolari chiuse da una grata in ferro finemente lavorato e quattro finestre centinate ai lati danno luce all’interno dell’aula. Il timpano è formato da cornici in rilievo. Sopra la sagrestia c’è un piccolo campanile chiuso da una minuscola arcata all’interno che contiene la campanella. Il pavimento, all’interno è in cotto e c’è la tomba di famiglia ornata di marmo verde e rosso di Verona; sulle pareti laterali ci sono due acquasantiere in pietra e, posti più in alto, ci sono alcuni bassorilievi raffiguranti i quattro evangelisti. Negli anni ’30 al soffitto, che nasconde le travature, furono aggiunti elementi decorativi in stucco: con buona probabilità la decorazione originaria consisteva in una semplice cornice dipinta con un colore ocra, come si può ancora vedere nella sagrestia. L’altare, rialzato di due gradini dal resto dell’aula, presenta inserti in marmo di vari colori ed è sovrastato da una pala inserita tra due lesene che avevano sulla sommità due angeli dorati, ora spariti. Due aperture ai lati dell’altare permettono l’accesso alle sagrestie dove c’è un’acquasantiera in pietra; una porta immette nel giardino della villa.

 

Opere d'arte

Sopra l’altare c’è una pala di un autore ignoto raffigurante la Vergine del Rosario con il Bambino attorniata da angeli e avente ai suoi piedi S. Elena che regge una grande croce, simbolo di vittoria, e S. Antonio che regge un giglio, simbolo di purezza.

 

Cenni Storici


La chiesa fu voluta dal conte Tulio Carli perché vi fossero deposte, dopo la morte, le spoglie sue e quelle dei suoi cari come risulta dall’iscrizione del coperchio della tomba:

D.O.M.
TVLII COM.
ET
FAMILIAE CAROLAE
CINERES
ANNO SALUTIS
MDCCXIX

(Costruita per onorare Dio Ottimo e Massimo e per raccogliere le ceneri del Conte Tulio e della famiglia dei Carli).

Qui venivano celebrate le messe in suffragio dei defunti della famiglia Carli ma vi potevano partecipare anche le persone del vicinato; era inoltre punto di sosta durante le rogazioni (processioni propiziatorie per ottenere la fecondità dei campi): in sagrestia c’è ancora il cassettone che custodiva i paramenti sacri e un inginocchiatoio. La costruzione dice molto del carattere schietto di colui che la fece innalzare e della devozione del Carli che volle, per onorare Dio e i santi protettori, un altare di buona fattura artigianale. Anche gli arredi interni dovevano essere di un certo pregio, e ciò si deduce dall’osservazione dei pochi banchi in abete con inginocchiatoio ancora rimasti. Dopo l’interruzione delle sante messe di qualche decennio fa, la chiesetta venne abbandonata e iniziò a degradare lentamente. Il restauro della parte esterna è stato ultimato, ora anche l’interno necessita di un intervento di recupero.