Età del Bronzo

Insediamenti nell'età del bronzo recente in Orsago

L’acqua, elemento insostituibile e vitale per l’uomo, è da sempre ricercata quale fonte purificatrice e di benessere; là dove erano numerose le sorgenti, lungo i fiumi o nelle loro vicinanze, si insediavano popolazioni del passato di cui oggi se ne trovano le tracce.
Orsago, ricca di sorgenti che generano il fiume Aralt o “Rio Alto” (come era il suo nome in origine: infatti con il termine “Rio” venivano indicati tutti i fiumi minori che finivano nella Livenza) ed i molteplici suoi torrenti come il Gravon, era il luogo ideale dove abitare; infatti vi si insediarono popolazioni dell'età del bronzo recente risalenti al 2000 a.C. Le abitazioni di queste popolazioni erano per lo più semplici, costituite da una sola stanza con le pareti addobbate da suppellettili, provviste in un angolo di un focolare e, nel centro, di un dolium (che fungeva da magazzino per la conservazione delle granaglie) interrato fino alla sommità e coperto da una botola. I villaggi erano costituiti da circa una dozzina di case costruite con pali aventi le pareti in graticcio intonacato con fango ed il tetto di paglia; intorno vi erano gli steccati per il bestiame e, poco distante, campi coltivati, essendo essi dediti principalmente all'agricoltura e all'allevamento.

Molti pezzi del materiale rinvenuto si trovano ora collocati nelle sale del “Museo del Cenedese” di Vittorio Veneto. Il primo dei due insediamenti scoperti si trova in località Casire Tre Fosse (o le Casate come si chiamava un tempo). In base alle testimonianze dei proprietari, il terreno dove sono stati rinvenuti i reperti era stato tenuto allo stato arboreo fino al 1973 e si presentava rialzato (zona asciutta) rispetto ai terreni circostanti più bassi e umidi e vi passava marginalmente un fosso. Durante le arature vi comparivano grossi frammenti di cotto di 1,5 cm. di spessore.
Nel 1980 fu eseguita una bonifica dei terreni: la zona rialzata fu spianata con il trasporto del materiale nelle zone più basse per il livellamento e fu proprio in quell'occasione che comparvero grandi quantità di ceramiche (purtroppo ridotte in pezzi). Il periodo di sistemazione dei terreni durò alcuni giorni nei quali furono osservati questi strani cocci che avevano decorazioni varie come cordonature in rilievo e disegni geometrici. La maggior parte del materiale si trovava in un raggio di 5 metri e sembrava che il materiale si trovasse ad una profondità di circa 50 cm. In passato sembra siano state trovate anche una spada e una lancia in bronzo ora disperse. In seguito, sullo stesso luogo lungo una scolina, furono raccolti molti frammenti di grosso dolio che presentava sulle pareti cordonature in rilievo. Poco lontano da questa zona, in località Prà della Stalla (dove, come vedremo in seguito, si accavallano vari strati archeologici con tipologie di ceramiche che vanno dai Paleoveneti fino ai Romani – I secolo d.C. -) furono trovati negli anni 1970-1980 interessanti reperti dell'età del bronzo medio-recente: ceramiche, frammenti di dolium con prese e bugne, anse, bordi e cordonature su frammenti e vasi.

A cura di Giuseppe Posocco